Nocera Terinese vi attende con il suo patrimonio di storia, mare e natura e con il suo promontorio che si affaccia nel blu del Tirreno che contrasta con il verde della collina che dolcemente degrada dal Monte Mancuso. La vocazione turistica del territorio non è legata solo al meraviglioso mare che lo accompagna, ma anche alla sua millenaria storia che affonda le sue origini nella notte dei tempi.

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Il territorio di Nocera Terinese si estende tra il verde della collina che dolcemente degrada dal Monte Mancuso verso il Mar Tirreno, a 250 m. d’altitudine e a eguale distanza tra i monti e il mare. Aggrappata “unguibus et rostro” alle pendici meridionali del monte Reventino, sorge su un piccolo promontorio, alla confluenza delle vallate dei torrenti Grande e Rivale.

IL CONVENTO

Fondato nel 1581 da Silvio Ventura, nel luogo ove era un antico castello passato in sua proprietà. Sorge alla sommità della collinetta che domina il paese.

LA TRADIZIONE

Un rito unico in Calabria, come pochi altri, che testimonia la forza e la persuasione del più alto concetto di tradizione e quindi d’identità di un paese. Il rito dei ‘vattienti’, l’autoflagellazione, dei noceresi è ormai senza età.

IL MARE

La bellissima spiaggia di Marina di Nocera Terinese è circondata dalla ricca vegetazione della macchia mediterranea. La sua sabbia è fine e tendente al grigio.

Il sito di Terina

Nel territorio dell'attuale Nocera Terinese si trova il sito della città magnogreca di Terina, da molti collocata sul Piano Della Tirena, massiccio costiero lambito alla sua base dei corsi dei fiumi Savuto e Grande, che si uniscono poco prima di incontrare il mare.

IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI

Fondato nel 1581 da Silvio Ventura, il Convento sorge alla sommità della collinetta che domina il paese, a circa 320 metri di altitudine, di fronte, donde si ha la visione di un vasto e bel panorama. Nel 1720 vi erano 11 padri e 15 laici. Fu soppresso con decreto di Eugenio, principe di Carignano, il 17 febbraio 1871, insieme ad altri monasteri delle Due Sicilie.

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LA TRADIZIONE DEI VATTIANTI

A Nocera Terinese, ogni anno, durante la settimana santa si ripete il rito dei “Vattienti”, letteralmente i flagellanti. Si tratta di un rito religioso cristiano ma in cui molti ravvedono sfaccettature pagane e altri ancora i segni della barbarie che contraddistinse l’epoca medievale. Certo è che le prime testimonianze storiche risalgono al 1618. Da allora il rito, che in molti altri paesi è scomparso, resiste, sfidando persino la Chiesa.

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